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TACI, L’ICE TI STA SPIANDO

Un Grande Fratello in casa, forse fin dentro di noi. E cui non si può sfuggire. Non c’è solo la violenza di una milizia – la famigerata ICE –  che arriva anche a uccidere e che sta sconvolgendo gli Usa e il mondo. C’è molto, molto altro. Ed è il lato oscuro e forse addirittura più inquietante di questa storia. 

E’ uno scenario futuribile ma in realtà presente, che adesso facciamo fatica a comprendere ma che forse abbiamo magari già visto al cinema: da Brazil a Minority Report a Nemico Pubblico. Di quel lato oscuro non ti accorgi. Non c’è un rumore, non c’è un’auto che rallenta sotto casa, non c’è nessuno che ti segue per strada. Nessuno ti ferma, nessuno ti chiede i documenti. Eppure, mentre vivi la tua giornata normale, da qualche parte esisti già come profilo. Apparentemente sei solo un punto su una mappa, ma in realtà molto più di un semplice punto, sei un volto agganciato a un nome, un telefono che racconta dove sei stato ieri sera, una relazione che non ricordavi nemmeno di avere. Senza nemmeno renderti conto sanno già non solo chi sei, ma dove sei andato, cosa hai fatto, chi hai incontrato, a chi hai telefonato, come, dove, cosa hai comprato. E ancora molto di più, come la pensi, anche politicamente, come ti comporti. Insomma sei un “profilo”. E in base a chi sei e cosa fai mi regolo di conseguenza.

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AL CINEMA 1

Anno: 1985
Regia: Terry Gilliam
Attori principali: Jonathan Pryce, Robert De Niro, Kim Greist, Michael Palin

BRAZIL

Trama
In una società distopica soffocata da una burocrazia onnipresente e tecnologicamente ossessiva, un errore di battitura trasforma un cittadino innocente in un ricercato, con conseguenze fatali. Sam Lowry, un funzionario ministeriale incline al sogno, tenta di correggere il sistema dall’interno ma si scontra con un apparato impersonale che schiaccia l’individuo. Brazil racconta il potere disumano dell’amministrazione totale, dove il controllo non nasce dalla malvagità, ma dall’efficienza cieca e automatica.

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  Negli Stati Uniti, nel cuore della più grande democrazia occidentale, l’Immigration and Customs Enforcement ICE – sta costruendo qualcosa che assomiglia sempre meno a una classica agenzia federale e sempre più a una macchina narrativa totale: una storia completa di chi sei, scritta senza che tu abbia mai aperto bocca. Non è fantascienza, non è paranoia, non è teoria del complotto. È Intelligenza Artificiale, è software. E’ appalti che mettono insieme forze e potenzialità nascoste, è una sequenza ordinata di contratti, database, app, algoritmi. Ed è una storia che oggi riguarda soprattutto l’immigrazione, ma che domani può riguardare chiunque.

L’errore più grande è immaginare l’ICE come una semplice aggregazione di agenti energumeni, giubbotti con la scritta “POLICE” e retate all’alba. Il vero salto è avvenuto quando l’agenzia ha iniziato a trasformarsi in infrastruttura digitale. Qui entra in scena Palantir, nome che ritorna spesso quando lo Stato decide di lavorare con software di un certo tipo. Palantir Technologies è un’azienda statunitense specializzata nell’analisi di big data. Ed è stata fondata da Peter Thiel, imprenditore e politico di origine tedesca, guru della destra  neoreazionaria e manco a dirlo finanziatore e teorizzatore del trumpismo.

  Nel 2025 emerge un contratto da circa 30 milioni di dollari per un sistema chiamato ImmigrationOS, noto anche come Immigration Lifecycle Operating System: non un semplice archivio, ma un sistema operativo che serve a far dialogare dati diversi – amministrativi, investigativi, biometrici – e a etichettare una persona lungo tutto il suo ciclo di vita all’interno del sistema informativo dell’ICE. La parola chiave è integrazione. Quando integri dati di identità, precedenti, spostamenti, relazioni, non stai più cercando qualcuno: stai aprendo un enorme spettrometro che passa in rassegna tutti e navigando all’interno della vita delle persone. Il sospetto non è più una persona che hai individuato prima, ma una scheda che si aggiorna automaticamente e trova per te i bersagli.

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AL CINEMA 2

NEMICO PUBBLICO (ENEMY OF THE STATE)

Anno: 1998
Regia: Tony Scott
Attori principali: Will Smith, Gene Hackman, Jon Voight

Trama
Un avvocato si ritrova casualmente in possesso di un video che prova un omicidio politico compiuto da un’agenzia governativa. Da quel momento diventa il bersaglio di una sorveglianza totale: telefoni intercettati, satelliti, telecamere, tracciamenti elettronici. Con l’aiuto di un ex agente dei servizi, scopre come la tecnologia, usata senza controllo, possa annientare in poche ore la vita di un cittadino qualunque, trasformandolo in un “nemico pubblico” invisibile e senza difese.

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Il primo schermo che si apre è una mappa. Non una mappa statica, ma una superficie viva, interrogabile, fatta di zone colorate, livelli, filtri, densità. L’ICE utilizza strumenti che consentono di interrogare enormi masse di dati di localizzazione provenienti dagli smartphone. Non serve sapere chi sei, basta sapere dove sei stato. Software come WebLoc e Tangles, associati a PenLink, permettono ricerche per area geografica, per fascia oraria, per prossimità. Il sistema non chiede “chi è questa persona?”, ma “chi era lì?”. Alle 19:42. Nel raggio di 200 metri. Per più di venti minuti. Da lì si parte, e tutto il resto arriva dopo. È una pesca a strascico digitale: non si cerca il pesce, si tira su il mare e poi si decide cosa tenere.

A quel punto entra in gioco la chiave più potente di tutte: il volto. Il riconoscimento facciale diventa il moltiplicatore dell’intero sistema. L’ICE utilizza servizi forniti da Clearview AI, in contratti che oscillano tra i 9 e i 10 milioni di dollari. Clearview non è un archivio pubblico, ma una collezione sterminata di immagini raccolte online, incrociate, indicizzate. Una foto scattata per caso diventa un nome, un nome diventa una scheda, una scheda diventa una storia. E la faccia diventa una keyword, non puoi cambiarla. Quando il volto entra stabilmente nel workflow di un’agenzia federale, la realtà stessa diventa interrogabile come un archivio.

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AL CINEMA 3

MINORITY REPORT

Anno: 2002
Regia: Steven Spielberg
Attori principali: Tom Cruise, Colin Farrell, Samantha Morton, Max von Sydow

Trama
In una Washington del futuro prossimo, la polizia utilizza il sistema PreCrime, basato sulle visioni di tre veggenti, per arrestare le persone prima che commettano un omicidio. John Anderton, capo dell’unità, scopre che il sistema lo indica come futuro assassino e diventa lui stesso un fuggitivo. Braccato dallo Stato che ha contribuito a creare, Anderton mette in discussione l’idea stessa di infallibilità tecnologica, mostrando come la sorveglianza totale possa trasformarsi in una profezia che si autoavvera.

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Dietro le quinte c’è il cuore della macchina: la biometria federale. Il sistema IDENT, gestito dal Dipartimento della Sicurezza Interna, contiene oltre 260 milioni di identità biometriche. Impronte, volti, incontri multipli, milioni di confronti ogni giorno. Il suo successore, HART, è progettato per essere ancora più grande e più integrato. Secondo il Government Accountability Office, HART presenta ritardi, criticità di governance e problemi di pianificazione, ma resta centrale per il futuro della sorveglianza federale. Qui il sospetto non è più una persona, ma una corrispondenza: un match che scatta, un allineamento che produce una decisione.

La biometria, però, non vive più solo negli uffici. Vive nelle tasca di ogni singolo operatore. L’app Mobile Fortify consente agli agenti di acquisire volti e persino impronte contactless direttamente sul campo, con un semplice smartphone. Una scansione, un invio, un confronto automatico con i database federali. Nessuna sala d’attesa, nessun interrogatorio. L’identificazione diventa un gesto banale, quasi automatico, come controllare l’ora. È in questo passaggio che la sorveglianza smette di sembrare eccezionale e diventa routine.

Se il volto ti identifica, il telefono ti tradisce. Nel 2025 emerge la riattivazione di un contratto da circa 2 milioni di dollari con Paragon Solutions, produttrice dello spyware Graphite, uno strumento progettato per entrare negli smartphone e accedere a dati e comunicazioni anche su app cifrate. Qui la storia cambia genere: non è più osservazione, è intrusione. Nel telefono ci sono relazioni, abitudini, orientamenti, fragilità, lavoro, politica, vita privata. Non serve essere colpevoli di qualcosa: basta essere interessanti. E quando uno Stato compra spyware, la domanda non è se verrà usato, ma contro chi e in quale momento politico. Di Graphite in Italia abbiamo già sentito parlare a causa degli episodi di spionaggio ai danni di alcuni giornalisti italiani. Fra questi Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.

 C’è poi il passaggio più americano di tutti: l’outsourcing. Nel 2025 l’ICE avvia contratti di skip tracing, un termine preso dal mondo del recupero crediti che indica la ricerca sistematica di persone tramite dati commerciali, open source intelligence e verifiche fisiche. Il valore potenziale di questi contratti arriva fino a 180 milioni di dollari. Le aziende forniscono indirizzi, luoghi di lavoro, fotografie che dimostrino la presenza fisica delle persone in un determinato luogo. La sorveglianza diventa un servizio acquistabile. La caccia diventa mercato. 

  A dicembre 2025, GEO Group – tramite la controllata BI – comunica l’assegnazione di un contratto di skip tracing con valore stimato fino a 121 milioni di dollari. La sorveglianza, si dà per inteso, è anche un colossale business, sempre in crescita.

Tutto questo è giustificato anche da un argomento semplice e devastante: costa meno ed è più efficace questo tipo di controllo di massa, algoritmico e predittivo, di un controllo effettuato sul campo da un esercito di agenti con mezzi di indagine tradizionale. I programmi di Alternative to Detention permettono di monitorare persone tramite app di check-in facciale, smartwatch GPS e cavigliere elettroniche. Il costo dichiarato è inferiore ai 4,20 dollari al giorno per persona, contro oltre 150 dollari al giorno per la detenzione tradizionale. La sorveglianza è “conveniente”, e ciò che è conveniente, in uno Stato, si espande. Secondo analisi di organizzazioni indipendenti, le popolazioni monitorate tramite ATD arrivano a centinaia di migliaia di persone, trasformando questi programmi in un laboratorio permanente di controllo domestico diffuso.

È qui che il cerchio si chiude. L’immigrazione è il terreno di sperimentazione perché l’opinione pubblica è più tollerante e le garanzie più fragili. Ma gli strumenti restano. La vera domanda non è se queste tecnologie possano essere usate contro cittadini americani, ma in quali circostanze smetteranno di essere “solo per loro”. Quando un’agenzia può unificare identità, posizione, volto,  telefono, movimenti fisici, finanziari o anche di altro tipo con pochi click, il concetto stesso di sospetto si ribalta. Non sei sospetto perché hai fatto qualcosa, ma perché il sistema può trovarti un pattern, e cioè uno schema. Già il solo essere nel posto sbagliato, con le persone sbagliate, nel momento sbagliato diventa sufficiente.

Il Grande Fratello moderno non è un occhio che ti guarda, è un’interfaccia che ti interroga. Non ti spia perché ti odia, ma perché può farlo facilmente. E quando una cosa è facile, prima o poi diventa normale. 

  Taci, l’ICE ti sta spiando, è uno slogan bellico da secolo scorso. Non perché lo stia facendo anche ora, ma perché sta costruendo – contratto dopo contratto, database dopo database, dato dopo dato – un mondo in cui farlo è semplice, economico, legale. Un mondo che ti circonda e ti ingloba, cui forse non è nemmeno possibile sfuggire. Purtroppo nemmeno tacere ti può salvare. E quando la sorveglianza assoluta diventa normale, la libertà diventa un’eccezione.

FINE

FONTI E APPROFONDIMENTI

ICE, sorveglianza e procurement tecnologico


Palantir, ImmigrationOS, big data


PenLink, Tangles, WebLoc


Biometria federale: IDENT e HART


Riconoscimento facciale e Clearview AI


Spyware: Paragon Solutions / Graphite


Skip tracing, outsourcing, business della sorveglianza


Alternative to Detention (ATD)


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